Legambiente a Ecomondo presenta i materiali per una nuova edilizia sostenibile: naturali, riciclati, riciclabili e innovativi

Il settore dell’edilizia che fino a ieri è stato considerato tra quelli con il più alto impatto ambientale e consumo di materiali, oltre che di suolo, può essere oggi un tassello fondamentale della rivoluzione dell’economia circolare e di quella energetica, con un contributo fondamentale alla lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico. Una nuova edilizia sostenibile esiste già e grazie a questo approccio è possibile non solo diminuire l’impatto sull’ambiente, riducendo importazioni ed estrazioni di materiali, ma anche producendo lavoro e opportunità per le imprese.

È quello che raccontano Legambiente ed Ecomondo nella mostra Materiali innovativi per una nuova edilizia sostenibile che sarà presentata oggi alla ventunesima fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile che apre i battenti a Rimini. L’appuntamento è alle 16.30 nell’area n. 29 del padiglione B7. La mostra sarà visitabile tutti fino al 10 novembre.

 L’esposizione racchiude venticinque materiali per raccontare l’innovazione nel settore edilizio, fatta di sperimentazione e innovazione, con gli esempi più interessanti, inquadrati anche alla luce delle scelte europee e nazionali in materia di economia circolare e di efficienza energetica.

 “Si tratta – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – di un lavoro che dimostra come oggi non esistano più motivazioni tecniche per inviare un approccio davvero incentrato sulla sostenibilità ambientale del settore delle costruzioni, capace di produrre risparmi economici complessivi per il ridotto uso di materia ed energia. Una mostra che racconta di un settore delle costruzioni in profondo cambiamento, spinto da innovazioni tecnologiche e progettuali che mirano a garantire edifici sicuri e prestazioni energetiche e ambientali certificate nel ciclo di vita dei materiali e degli edifici. Queste innovazioni oggi sono a portata di mano ed esistono riferimenti e norme codificate per garantirne le prestazioni. Perché questa prospettiva prenda davvero piede in Italia producendo risultati diffusi e vantaggi generali – conclude Zanchini – occorrono però politiche che accompagnino questa prospettiva con scelte chiare, che aiutino a superare le barriere tecniche e giuridiche, ma anche di informazione”.

Materiali naturali e salubri, materiali e aggregati provenienti dal riciclo, materiali e sistemi innovativi: sono queste le tre chiavi scelte da Legambiente per mettere in evidenza i caratteri di una nuova edilizia dove assumono un ruolo centrale le prestazioni e i caratteri, garantiti da certificazioni indipendenti.

Tra gli obiettivi della mostra quello di rendere comprensibile anche ai non addetti ai lavori la sostenibilità e la salubrità dei diversi materiali e la loro capacità di contribuire a una gestione sempre più efficiente dei cicli dell’energia e dell’acqua e di altre risorse naturali. L’intenzione è anche quella di fotografare i cambiamenti in corso nel modo di progettare e di costruire, che caratterizzano quello che oggi viene chiamato green building, per aiutare i cittadini nelle loro scelte e per rendere espliciti i risultati che la ricerca e l’innovazione in questo settore stanno già producendo.

I materiali raccontati nella mostra permettono di trasformare un problema – ad esempio i rifiuti derivati dalle demolizioni, un tema di proporzioni enormi nel centro Italia dopo i terremoti di questi mesi – in una risorsa, attraverso una trasformazione in mattoni. Oppure materiali compositi che utilizzano materie naturali con prestazioni certificate attraverso il recupero di usi e competenze antiche. Ma anche sistemi pensati per migliorare le prestazioni antisismiche nella riqualificazione del patrimonio edilizio o per raggiungere standard energetici e ambientali elevati. Indipendentemente dalla tipologia di provenienza, tutti i materiali hanno caratteristiche ambientali tali da essere riciclabili e riutilizzabili, e proprio le diverse filiere dei materiali sono importantissime per capire le innovazioni in corso nel settore delle costruzioni. A partire dal legno, dove i cambiamenti in questi anni sono stati profondi e hanno prodotto risultati importanti, ma anche di altri materiali (come metalli, plastiche e vetro) e delle loro possibili applicazioni. In particolare, le filiere di recupero e riciclo dei rifiuti provenienti dalle costruzioni sono oggi una concreta opportunità per ridurre l’utilizzo delle cave e dei loro impatti paesaggistici e ambientali.

Questa prospettiva di innovazione ha bisogno di chiari indirizzi normativi per accompagnare e accelerare i cambiamenti negli interventi in edilizia. L’Europa questa strada l’ha già scelta come prospettiva di innovazione a 360 gradi. Un esempio è la Direttiva 31/2010 che rispetto all’energia individua una chiara traiettoria di cambiamento per il settore delle costruzioni. Dal 1° gennaio 2019 infatti tutti i nuovi edifici pubblici dell’Unione Europea e dal 1° gennaio 2021 tutti quelli nuovi privati, dovranno essere “near zero energy”, ossia garantire prestazioni di rendimento tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento ed il raffrescamento oppure dovranno soddisfarli attraverso l’apporto di fonti rinnovabili.

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